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Gentili buteresi e non ... se avete e/o conoscete altre foto di Butera siete pregati di inviarceli / segnalarceli presso il seguente link: segnala webcam. Le immagini da voi comunicate, se ritenute idonee, verranno pubblicate. Grazie anticipatamente !

Butera - foto e immagine paronamica dal lato nord

 butera - vista da nord - by iaconet.com



Castello Arabo - Normanno Medioevale / Castle Arabo - Normanno

 butera castello arabo normanno medioevale by iaconet.com
Posto nel centro storico della città, è stato nei secoli scorsi obiettivo di conquista da parte degli invasori di Sicilia. Originariamente costituito da quattro o cinque torri agli angoli di un'area fortificata. L' inespugnabilità fu sperimentata a proprie spese da Ruggero il Normanno che dovette assediarlo per 26 anni prima di conquistarlo. Il castello esisteva già nel 854, quando l'emiro Alaba divenne signore di Butera. All'interno della rocca vi era un vasto cortile, con stalle e magazzini ed una cisterna ovale all'esterno. Di notevole importanza una delle torri, con sale ricche di sculture fra queste un'aquila a due teste, con catena e spada sguainata, stemma dei signori dell'epoca. Dalla rocca inserita tra le antiche costruzioni che chiudono l'attuale Piazza Castello, si affaccia una bifora; sotto un magnifico sedile di pietra. In comune con il castello di falconara hanno un capitolo di storia: entrambi furono concessi da Re Martino I° al fedelissimo Ugone Santapau. Il castello di Falconara, quindi, fece parte, per un certo periodo, della contea di Butera.

Castello di Falconara / Castle of falconara

 butera castello falconara lato est by iaconet.com
Costruito nel secolo XIV probabilmente su di un precedente edificio normanno, è un caratteristico modello di fortezza medievale, con fossati, ponte levatoio, più ordini di mura merlate, bastioni, torrioni angolari, torri avanzate, spalti sporgenti ed al centro il mastio principale. Nel 1392 Re Martino I lo concesse ad Ugone Santapau e, poi, nel 1800, fu acquistato dai Chiamonte Bordonaro.
La splendida posizione, il magnifico palmeto che lo circonda fanno del Castello di Falconara meta ambita di turisti e villeggianti. Il castello di Falconara, come già superiormente riferito, fece parte per un lungo periodo di tempo, della contea di Butera, e sicuramente, per tal motivo è oggi ubicato nel vasto territorio di Butera. L'appartenenza dei due castelli alla stessa contea diede genesi ad una leggenda: si narra che un lunghissimo percorso, tunnel sotterraneo collega/va il Castello di Butera fino alla costa buterese, cioè fino al castello di Falconara.



Chiesa Matrice / church Matrice

 butera chiesa matrice by iaconet.com
Nella parte settentrionale della cittadina c'è la Chiesa Matrice (chiamata prima di San Tommaso), a poca distanza dall'attuale Porta Reale, dalla quale nel 1089 entrò vittorioso il Conte Ruggero. La Chiesa, centro di raccoglimento spirituale dei buteresi, è a croce latina, con cupola e tetto a volta, misura mq.150 circa ed i suoi lavori di stucco sono di Giovanni Maienza ed i magnifici dipinti che la decorano sono di Domenico Provenzano. I marmi che ornano gli altari, danno alla Chiesa
un aspetto importante e la magnificenza di un bel tempio. Nel 1315 ad opera di Fra Tommaso Buttiglieri, buterese, le vennero donati: il capo di Santa Sofia v.m. e quello di Sant'Orsola v.m. il braccio di San Mauro, S. Callisto, alcune ossa di S. Anastasio, una bibbia antica scritta in carattere gallicano su carta pecorina. L'epigrafe ancora si può leggere; il marmo è stato collocato sulla parete della Chiesa entrando in sacrestia; nell'epigrafe si legge: "Anno Domini 1315 Dominius Thomas de Butera Procurator regis Siciliae Federici Romanae et in Alemania legatus, Santarum reliquiarum misit arcam pro hac ecclesia Santi Iohannis muneribus ditata et 1542 per illustrissimus Episcopum Syracusarum Dominum Hieronum Boninia, aperta et inventis sanctorum reliquiis de sanctis ultra novo transunto illo approbavit".
Quando fu distrutta la Chiesa di S. Giovanni Battista le reliquie vennero trasportate nella Chiesa di San Tommaso Apostolo, l'attuale Chiesa Madre, dove attualmente esistono la testa di S.Orsola ed il braccio di S. Callisto. Esiste anche una lapide in memoria che porta la seguente iscrizione: " tot per actis annis cum ipsa reliquiarum arca non ea maneret decentia Sacerdos Dominus Antoninus Sfragaro Vicarius ob sui devotionem hanc cappellam cum et superius ex suo struete fecit, in qua trastulit sanctorum reliquias ipsas pro debito onore et Dei maiore gloria ( petit ut Deum pro eo et suis rogatis et hic funerari voluit ). Actum XII calendis novembris 1633". Nel 1500 la Chiesa Madre fu scelta come parrocchia.

Chiesa di San Francesco / church san francesco

 butera chiesa san franceso by iaconet.com
Questa chiesa era attaccata all'ex convento dei Minori Conventuali, l'antica Chiesa S.Maria del Castello, ove i Cistercensi sino alla metà del secolo XVI amministrarono i Sacramenti ( l'antica parrocchia officiata in seguito dai conventuali ).
Il Convento, fabbricato nel 1577 dal Maestro Lo Monaco per odine di Francesco Di Paola, gelese, allora possedeva un mulino con sei tumoli di terreno che si dava in gabella ed ancora porta il nome di San Francesco. Nella Chiesa, che, artisticamente parlando, conserva i più prestigiosi dipinti ed opere, si possono ammirare:
1) Una croce in legno sulla quale è dipinto Cristo, opera di Domenico Zampieri, detto il Domenichino, con la scritta ai piedi della croce "Christi passi virtute uri que anime fidelium santis faciunt et a penis delittorum liberatur" 1631;
2) Quadro dell'Assunzione di Maria Vergine, del Paladino;
3) Quadro che rappresenta la Madonna d'Itria, detta Madonna d'Altamore, che si trovava nel cenobio esistente nel secolo XVI sopra il Monte Santa Maria dell'Alto;
4) Quadro di San Francesco d'Assisi del buterese Rocco Di Martino;
5) Quadro di Sant'Antonio, sempre del buterese Rocco Di Martino;
6) Quadro di San Michele Arcangelo, del buterese Rocco Di Martino;
7) Quadro dell'Immacolata con San Francesco ed altra Santa del Palatino;
8) Quadro della Madonna del Rosario;
9) Un reliquiario con una teca, ex velo della Beata Vergine Maria.
La Chiesa è stata sempre centro del culto dell'Immacolata e fino a qualche anno fa si ripeteva, nel giorno dell'Immacolata, 8 Dicembre, "a Vampa" o "a Vampata".
Sovviene descrivere tale antica tradizione per coloro, magari i più giovani, che non la conoscono: durante il periodo antecedente la festa, i ragazzi portavano nei pressi della Chiesa ( precisamente in piazza castello ), quanto più materiale da ardere potevano. La legna accumulata veniva poi bruciata la sera dell'Immacolata, e parte della popolazione assisteva attivamente divertita a tale rito.





N.B. Questa sezione di Iaconet.com è gentilmente oltre che direttamente curata dal dominus del sito, Rodolfo Iaconello, che così pubblicando rende un tributo sia al suo bellissimo paesino natio che a tutti i propri concittadini buteresi sparsi nel mondo.



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